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Case di comunità, l’allarme della Cgil: completato solo l’1,8% dei progetti

19 Febbraio 2025

Dei 1.416 progetti di Casa della comunità finanziati dalla Missione 6 del Pnrr, soltanto 25 risultano completati e collaudati alla fine del 2024. E dei 2,8 miliardi stanziati a tal fine, soltanto 261 milioni, ossia il 9,2% del totale, risulta effettivamente pagato alla stessa data. Sono alcune delle risultanze provenienti dal report diffuso dalla Cgil per fare il punto sul grande cantiere della Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che punta come detto a dotare le cure primarie di una rete di strutture (oltre alle Case di comunità, ospedali di comunità e Centrali operative territoriali) per attrezzare il territorio affinché assicuri la domiciliarità dell’assistenza.

Secondo i dati della piattaforma ReGiS del Mef, dice il Rapporto, risultano finanziati progetti per 1.416 CdC, per un valore complessivo di 2,8 miliardi di euro. Tuttavia, rispetto a questo totale soltanto 25 progetti sono stati completati e collaudati (1,8%), mentre il 62,6% (885 progetti) presenta almeno uno step in ritardo.

 

 

Il cantiere delle Case della Comunità

L’analisi della Cgil mostra che la fase dell’esecuzione dei lavori è completata solo per 53 delle Case di comunità (3,8%), mentre i lavori sono in corso in 598 strutture (42,4%). Tuttavia, l’avvio dei lavori risulta in ritardo per 631 strutture (44,8%) e la loro conclusione per altre 103 (7,3%).

 

 

Alcune regioni registrano ritardi preoccupanti, con il Molise che presenta il 100% dei progetti in ritardo, seguito da Sardegna (93,9%), Calabria (86,9%) e Campania (78,4%). Al contrario, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Veneto mostrano ritardi inferiori al 7%.

 

Le criticità segnalate

La Cgil sottolinea che, oltre ai ritardi infrastrutturali, esistono problemi legati alle risorse umane. Secondo il Dm 77/2022, le Case di comunità dovrebbero ospitare medici di medicina generale, infermieri di comunità, specialisti, assistenti sociali e altri professionisti sanitari per garantire una presa in carico integrata dei pazienti. Tuttavia, servirebbero almeno 33mila nuove assunzioni per rendere operative queste strutture, ma il ministero della Salute non si è ancora mosso in tal senso.

 

Implicazioni per le farmacie

Nel report non si parla di farmacie, ma è evidente che i ritardi registrati dal cantiere della Missione 6 hanno ripercussioni anche sulla rete dei presidi dalla croce verde. Le farmacie del territorio, infatti, dovrebbero collaborare con le Case di comunità per l’erogazione di servizi di prossimità e l’integrazione delle cure, ma rischiano di trovarsi di fronte a un’incertezza operativa. E lasciare così in una sorta di limbo servizi come il supporto ai pazienti cronici e la digitalizzazione della presa in carico.

 

Conclusioni

A 16 mesi dalla scadenza del Pnrr, la Cgil lancia l’allarme: senza un’accelerazione dei lavori e un piano strutturato per il personale, le strutture rischiano di restare incomplete o di funzionare solo sulla carta, con gravi ripercussioni sulla sanità territoriale.