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Dipendenza, sondaggio Fimmg: no da 70% medici dei corsi di formazione

19 Febbraio 2025

Circa il 70% dei medici che stanno frequentando il Corso di formazione in medicina generale è nettamente contrario alla proposta di mettere alla dipendenza del Ssn i nuovi generalisti che entrano in ruolo. È quanto rivela un sondaggio condotto dalla Fimmg, il più rappresentativo tra i sindacati della mg, tra circa tremila corsisti. «Inoltre» aggiunge in una nota l’associazione di categoria «una percentuale significativa di rispondenti ha espresso forti dubbi sulla possibilità di proseguire il proprio percorso formativo nel caso in cui la dipendenza diventasse obbligatoria».

I risultati, conclude la Fimmg, «sottolineano quanto la prospettiva di una rivoluzione dello status giuridico possa incidere sui tassi di abbandono del Corso di formazione. È pari al 40% la quota degli intervistati che ha dichiarato di essere pronti ad abbandonare gli studi, mentre un ulteriore 35% sarebbe fortemente incerto sul proseguimento della formazione».

Questi numeri, per il sindacato, confermano che l’autonomia professionale e il rapporto di fiducia con il paziente sono quanto più apprezzano gli aspiranti mmg. «Il modello libero-professionale nell’ambito della convenzione garantisce flessibilità organizzativa, una migliore conciliazione lavoro famiglia, una più efficace personalizzazione delle cure e una maggiore aderenza ai bisogni dei cittadini, elementi che verrebbero compromessi in un sistema rigido e burocratizzato».

Fimmg, conclude il comunicato, «da sempre sostiene che il ruolo del medico di famiglia debba continuare a evolversi fin dai modelli formativi universitari e post laurea nel rispetto della sua identità, valorizzando la vicinanza ai pazienti, l’autonomia organizzativa e la capacità di offrire cure personalizzate. Per questo, è fondamentale che le decisioni sul futuro della medicina generale tengano conto dell’esperienza e delle esigenze di chi ogni giorno lavora sul territorio, garantendo sostenibilità organizzative ed economiche nella prospettiva di un rilancio l’attrattività del sistema nel momento più importante, quello del ricambio generazionale in corso. Il sistema medicina generale non può permettersi il lusso di concedere ulteriori errori dopo quelli relativi alla programmazione delle risorse umane che hanno contraddistinto le scelte politiche degli ultimi decenni».