C’è un nome conosciuto e apprezzato dalla farmacia italiana tra i quattro giudici eletti ieri dal Parlamento alla Corte costituzionale. Si tratta di Massimo Luciani, docente di Istituzioni di diritto pubblico alla Sapienza fino al 2022, presidente della Commissione bioetica dell’Accademia dei Lincei, nel 2021 componente della commissione Cartabia per la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario, avvocato del Foro di Roma e da lungo tempo consulente legale di Federfarma, che ha rappresentato – con il proprio studio legale – in molti tribunali italiani e internazionali.
Fu lui, per esempio, a difendere nel settembre 2013 le farmacie italiane davanti alla Corte di giustizia europea nelle cause riunite Venturini-Gramegna-Muzzio, sulla legittimità delle norme nazionali che vietano la vendita della fascia C negli esercizi di vicinato.
Laureatosi nel 1975 all’Università degli Studi di Roma con una tesi in diritto costituzionale, Luciani è stato dal 1979 al 1985 assistente ordinario presso l’Istituto universitario navale di Napoli, Facoltà di Economia marittima, Cattedra di Istituzioni di diritto pubblico. Dal 1985 al 1987 ha prestato servizio come professore associato di Diritto costituzionale italiano e comparato all’Università degli Studi di Perugia, dal 1987 al 1990 ha prestato servizio come professore straordinario di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Pavia.
«Ho subito ricolto al professor Luciani i miei auguri di buon lavoro» commenta a FPress Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia «ricordo le tante battaglie che ha combattuto per noi quando ero alla presidenza nazionale della Federazione e da cittadina italiana sono contenta e orgogliosa che un uomo della sua competenza sia stato designato in un organismo tanto importante per il Paese».