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Mmg nella dipendenza, Governo e Regioni non trovano la quadra

14 Febbraio 2025

Secondo quanto riportato da Quotidiano Sanità, si è concluso con un nulla di fatto il vertice tra Governo e Regioni che doveva trovare la quadra sulla riforma della medicina generale e, in particolare, sul passaggio dal convenzionamento alla dipendenza per i medici di famiglia. «Non si è arrivati a nessuna conclusione» ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, confermando l’impasse e le incertezze del Governo su una riforma che ha già suscitato forti opposizioni tra i sindacati dei medici di famiglia.

All’incontro erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro della Salute Orazio Schillaci e i presidenti delle Regioni Piemonte e Lazio, Alberto Cirio e Francesco Rocca. Tra le principali preoccupazioni del Governo, la possibilità che la riforma sia percepita negativamente dai cittadini e il suo impatto economico. Anche Forza Italia ha espresso forti riserve, ribadendo la volontà di mantenere il modello attuale e opponendosi a qualsiasi imposizione unilaterale.

Nonostante la fumata nera, le parti hanno convenuto sulla necessità di elaborare un testo condiviso tra Ministero e Regioni, con l’obiettivo di trovare un accordo prima di procedere. I governatori, salvo qualche sfumatura, appaiono compatte nel sostenere la transizione alla dipendenza.

La riforma in discussione prevede l’istituzione di una specializzazione universitaria specifica per la medicina generale. I nuovi medici sarebbero automaticamente assunti con un contratto da dipendenti, mentre gli attuali mmg avrebbero la facoltà di scegliere se rimanere convenzionati o passare alla dipendenza. L’orario di lavoro sarebbe di 38 ore settimanali, con una distribuzione variabile del tempo tra attività presso le Case della Comunità e assistenza diretta ai pazienti, a seconda del numero di assistiti.