Nei primi cinque mesi di quest’anno ammontano a 556 i casi di morbillo notificati dalle strutture sanitarie, dei quali 493 confermati in laboratorio, 16 probabili e 47 possibili. Le segnalazioni arrivano in totale da sedici regioni, sei delle quali (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Sicilia) sommano complessivamente l’82,7% dei casi. È quanto emerge dal numero di giugno 2024 del bollettino periodico Morbillo & Rosolia News dell’Istituto superiore di sanità, pubblicato nei giorni scorsi.
A livello nazionale, l’incidenza nel periodo in esame è stata pari a 22,7 casi per milione di abitanti. L’89,7% dei casi era non vaccinato al momento del contagio. L’età mediana dei casi segnalati è pari a 30 anni. Tuttavia bisogna sottolineare che l’incidenza più elevata è stata osservata nei bambini sotto i 5 anni di età, con 24 casi con meno di un anno di età, troppo piccoli per essere vaccinati. La trasmissione è avvenuta principalmente in ambito famigliare (80 casi). Preoccupano anche i casi tra operatori sanitari (37 nel 2024). Come atteso, sono state riportate complicanze in circa il 30% dei casi, incluso un caso di encefalite. Nello stesso periodo in esame sono stati segnalati anche due casi di rosolia, classificati come possibili. Riguardo le coperture vaccinali contro il morbillo, si sottolinea che in Italia gli ultimi dati disponibili sono relativi al 2022 e indicano una copertura, a 24 mesi di età, pari al 94,4% per la prima dose di vaccino e del 85,1% per la seconda dose a 5-6 anni di età. La sorveglianza è coordinata dal Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss con il Reparto Epidemiologia, Biostatistica e Modelli Matematici e il Laboratorio Nazionale di riferimento per il Morbillo e la Rosolia con il contributo della rete nazionale di Laboratori Regionali di Riferimento (MoRoNet).