Lambisce anche Lucca e provincia l’abuso di farmaci tra i giovani con l’inevitabile coda dello spaccio di ricette false reperite online. Un traffico illecito che alimenta il consumo incontrollato di psicofarmaci e analgesici, mischiati ad alcolici e altre droghe. L’allarme arriva dal presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia toscana, Salvatore Ingrosso, che sulla stampa locale conferma le dimensioni del fenomeno: «Abbiamo bloccato diverse situazioni di questo tipo nella provincia di Lucca. Ci sono ragazzi che, presi dalla voglia di stordirsi con questi cocktail di alcol e farmaci, falsificano e vendono addirittura le ricette». Un quadro preoccupante, che richiama l’attenzione sulle falle nel sistema di controllo e sulla necessità di un’azione più incisiva per arginare il fenomeno.
Le ricette false, spesso acquistate nel dark web o modificate con strumenti digitali, vengono presentate in farmacia per ottenere farmaci ad azione sedativa o euforizzante. Il rischio è doppio: da un lato il pericolo per la salute dei giovani, che assumono medicinali senza alcun controllo medico, dall’altro la possibilità di compromettere l’integrità del sistema di prescrizione farmaceutica, fondato sulla fiducia tra medico, farmacista e paziente.
Per contrastare questo scenario, l’Ordine dei farmacisti di Lucca ha deciso di investire nella prevenzione, portando il tema direttamente nelle scuole. Un recente incontro all’Istituto Piaggia di Viareggio ha visto la partecipazione di farmacisti ed esperti, impegnati a sensibilizzare gli studenti sui rischi dell’abuso di farmaci. «Noi come Ordine abbiamo collaborato all’attività di indagine e verifica sul territorio di questi fenomeni, cercando di tamponare laddove c’erano stati segnalati» ha ricordato Ingrossi «ma è importante tornare tra i giovani ed educarli all’attenzione per il farmaco, perché dobbiamo dissuaderli dall’uso improprio di medicinali e da queste attività illecite», ha sottolineato Ingrosso.
Un appello che chiama in causa anche le istituzioni sanitarie e scolastiche: il problema non si risolve solo con il controllo delle ricette, ma con un lavoro culturale che miri a far comprendere ai ragazzi i pericoli dell’abuso di farmaci. E il ruolo dei farmacisti, in questo contesto, diventa ancora una volta fondamentale, non solo come dispensatori di farmaci, ma come veri e propri presìdi di salute sul territorio.