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Emilia Romagna, interrogazione Pd: riportare i farmaci nelle farmacie

2 Aprile 2025

Non è infrequente il caso di mozioni provenienti da qualche gruppo politico regionale che invitano l’amministrazione a puntare sulle farmacie del territorio per la distribuzione dei farmaci ospedalieri. Quando però a presentare un intervento di questo genere è il Pd e la regione è l’Emilia-Romagna, la notizia acquisisce ben altro spessore. Anche perché, riferisce la stampa locale, l’intervento non è iniziativa di un singolo, ma di diciassette consiglieri del Partito democratico, che con una interrogazione – prima firmataria Anna Fornili – hanno chiesto alla giunta regionale «quali azioni intenda intraprendere per rafforzare la sanità di prossimità e consentire il ritiro, presso le farmacie territoriali, di quei farmaci e dispositivi medici al momento disponibili solo nelle farmacie ospedaliere».

Numerosi farmaci e dispositivi medici, prosegue il testo, «sono disponibili esclusivamente presso le farmacie ospedaliere, obbligando così i pazienti a recarsi fisicamente presso tali strutture per il ritiro. Tale sistema comporta disagi significativi per i cittadini, in particolare per coloro che risiedono in zone montane o periferiche, con costi aggiuntivi di trasporto, tempo impiegato e possibili difficoltà logistiche». A sostegno, l’interrogazione ricorda come «durante la fase pandemica, le farmacie territoriali hanno dimostrato di poter garantire una distribuzione efficiente e capillare dei farmaci, contribuendo alla decongestione delle strutture ospedaliere».

In sostanza, conclude l’interrogazione, la distribuzione ospedaliera «appare penalizzante per i pazienti, soprattutto in un contesto di crisi economica ed energetica», mentre «il potenziamento della distribuzione tramite farmacie territoriali favorirebbe una migliore gestione delle risorse pubbliche e una riduzione degli sprechi».