È stato rinnovato per altri due anni, sino al 28 febbraio 2027, l’accordo tra Regione Veneto e farmacie del territorio per lo screening del tumore al colon-retto. A sancirlo la dgr 148/2025 pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione uscito ieri. Nella relazione di accompagnamento traspare evidente la soddisfazione dell’assessorato alla Salute per i risultati raggiunti finora dal servizio: la partecipazione delle farmacie venete alla campagna 2022-2024 (prolungata sino a febbraio 2025) arriva all’89% circa e la percentuale delle adesioni tra la popolazione target ha toccato il 64,2% rispetto a una media nazionale del 34,9%; per l’assessorato, hanno inciso l’accessibilità al servizio offerta dalle farmacie, stante gli orari di apertura giornalieri, «e l’attività di counselling propria del farmacista, quale elemento fondamentale per promuovere un maggior standard di partecipazione dei cittadini alla campagna di screening».
Per tale motivo, la giunta regionale ha deciso senza indugi di rinnovare l’intesa per un nuovo biennio e rivedere la parte economica considerata «la presenza oggettiva di costi operativi crescenti, gravanti tanto sulle farmacie quanto sui distributori intermedi». I compensi così passano a 4,50 euro più iva per ogni test inviato ai laboratori di analisi da parte delle farmacie rurali sussidiate con fatturato Ssn fino a 450mila euro e le farmacie urbane o rurali con fatturato Ssn fino a 300mila euro, e 4,35 euro più iva per tutte le altre. Il servizio, conclude la relazione, «non comporta nuovi o maggiori oneri sul bilancio regionale e trova copertura nell’ambito del riparto del fondo sanitario indistinto annuale assegnato alle Aziende sanitarie».