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Datamatrix, ancora troppi errori nelle farmacie francesi

15 Febbraio 2025

Entrata con forte ritardo nel sistema europeo per la tracciatura dei farmaci (soltanto dal 2023 anziché dal 2019 e sotto la minaccia di pesanti sanzioni da parte dell’Ue) la Francia continua a registrare consistenti problemi nell’operatività quotidiana con i codici datamatrix. Secondo un rapporto dell’Nmvo transalpino (National medicines verification organization, l’ente nazionale che gestisce la banca dati dei codici; anche l’Italia ha il suo) all’origine ci sarebbero quasi sempre errori da parte delle farmacie, con falsi allarmi che complicano gestione e dispensazione dei medicinali.

Da notare che, come l’Italia, anche la Francia è entrata nel sistema prevedendo un periodo di «stabilizzazione» diretto principalmente a fare in modo che operatori e filiera familiarizzassero con il datamatrix (che in Francia si chiama Sérialisation). Il problema però è che questo periodo transitorio ancora non si è concluso e l’Europa sta vigilando con grande attenzione sui progressi.

Il Nmvo francese, dal canto suo, ha scritto nel rapporto che «la fine del periodo di stabilizzazione sarà decisa quando gli allarmi scenderanno al di sotto di una certa soglia». Attualmente, scrive il Quotidien du pharmacien, la frequenza di tali falsi oscilla tra lo 0,2% e lo 0,3% (rispetto al totale delle confezioni dispensate dalle farmacie), quando l’obiettivo del sistema è fissato allo 0,05%.

Per l’Nmvo, all’origine di molti alert errati ci sarebbero errori di manipolazione o problemi logistici. «Molti farmacisti disattivano le confezioni una prima volta al momento dell’arrivo e una seconda volta quando dispensano ai pazienti». Allo stesso modo, «un gran numero di farmacie genera ripetutamente e in quantità significativa falsi allarmi causati da problemi tecnici legati ai lettori ottici, che interpretano erroneamente le informazioni codificate nel datamatrix o da un’incompatibilità tra i lettori ottici e il software di gestione della farmacia».

Per tale motivo, il Nmvo raccomanda vivamente alle farmacie di disattivare il codice solo al momento della dispensazione, in conformità con le indicazioni del Regolamento, verificare lo stato delle confezioni al momento della ricezione ma senza procedere alla disattivazione e infine controllare che i lettori ottici siano compatibili con il software di gestione della farmacia. «È fondamentale adottare rapidamente queste abitudini» conclude il Nmvo «poiché una volta terminato il periodo di stabilizzazione qualsiasi confezione che genera un allarme non potrà più essere dispensata al paziente e dovrà essere messa in quarantena per ulteriori indagini».