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Francia, da Agenzia del farmaco allarme sulla “Paracetamolo challenge”

21 Febbraio 2025

L’Agenzia del farmaco francese (Ansm, Agence nationale de sécurité du médicament) ha diramato un allarme riguardo alla dispensazione di paracetamolo ai minori e ha ricordati ai farmacisti di non dispensare a ragazzi e minorenni farmaci a base del principio attivo. L’intervento, come riferisce il Quotidien du pharmacien, segue la recente ospedalizzazione di cinque adolescenti nella cittadina di Montauban, avvenuta nell’arco di 36 ore, a causa di intossicazioni volontarie con paracetamolo.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, uno degli adolescenti ricoverati avrebbe ammesso di aver partecipato un “paracetamolo challenge”, una sfida che avrebbe preso piede da qualche tempo sui social e che consiste nell’assumere dosi massicce di paracetamolo fino a causare il ricovero ospedaliero. Al di là della veridicità del fenomeno virale, l’intossicazione volontaria da paracetamolo tra i giovani è un problema concreto: i dati del centro antiveleni di Nancy indicano che tra il 2019 e il 2022i casi di ingestione intenzionale di paracetamolo in un contesto suicidario tra i minori di 18 anni sono raddoppiati.

L’Ansm, di conseguenza, ha ritenuto necessario rafforzare le misure di sensibilizzazione sui rischi di un consumo eccessivo di paracetamolo, che può causare «lesioni gravi al fegato, irreversibili in alcuni casi, tali da rendere necessario un trapianto», oltre a danni renali e pancreatici. L’Agenzia ha chiesto ai farmacisti di «non dispensare confezioni di paracetamolo a bambini o adolescenti» e ha ricordato che «salvo eccezioni previste dalla legge, la dispensazione di farmaci ai minori non è autorizzata».

Il Quotidien ricorda che la scorsa estate il Comitato scientifico permanente per la farmacovigilanza dell’Ansm si era espresso contro l’ipotesi di una proibizione totale della vendita senza ricetta ai minori, sottolineando che «i farmaci coinvolti nella maggior parte delle intossicazioni volontarie tra i minori erano già nelle case dei coinvolti». Inoltre, temeva che i giovani potessero ricorrere a sostanze ancora più pericolose. L’Ansm ha dunque ribadito ai genitori «l’importanza di conservare questi medicinali fuori dalla portata dei bambini».