In Francia nel 2024 ha chiuso ogni mese più di una farmacia al giorno, esclusi sabati e domeniche. Il dato esatto, 24 farmacie al mese, conferma una tendenza che si fa sempre più allarmante: complessivamente, nel corso dell’anno, 290 farmacie hanno cessato l’attività, 13 in più rispetto al 2023. Questo fenomeno, dovuto a fusioni, cessioni senza subentri o chiusure per insostenibilità economica ha ridotto il numero totale delle farmacie francesi in attività a 19.676, rispetto alle 19.966 dell’anno precedente.
A fare la conta l’ultimo rapporto di Gers Data, per il quale in dieci anni il Paese ha perso il 10% delle sue farmacie. «La distribuzione della rete è più che mai tormentata, con un numero crescente di aree scoperte» ha dichiarato David Syr, direttore generale di Gers Data. Le zone scoperte sono quelle aree dove non c’è una farmacia facilmente accessibile, un fenomeno che preoccupa sempre di più sia i cittadini sia le istituzioni sanitarie.
Le chiusure di farmacie in Francia non sono una novità, ma il ritmo sta aumentando. Dopo un rallentamento temporaneo tra il 2021 e il 2022, il numero di chiusure mensili ha ripreso a salire nel 2023 e ha accelerato ulteriormente nel 2024. Nel 2019-2020 si registrava una media di 16,4 chiusure al mese, nell’anno passato sono state 24.
Le ragioni sono molteplici e includono la pressione economica, la difficoltà di trovare farmacisti subentranti e i cambiamenti demografici che influenzano la sostenibilità delle farmacie in alcune aree. In alcune regioni, la densità di farmacie è diventata insostenibile per la popolazione locale, portando inevitabilmente a una contrazione del numero di esercizi.
L’analisi di Gers Data sottolinea che la situazione varia significativamente da regione a regione. Negli ultimi dieci anni, alcune regioni hanno subito un impatto particolarmente grave. La Borgogna, per esempio, ha perso il 16,3% delle sue farmacie, seguita dalla Bassa Normandia, l’Alvernia, il Centro e la Bretagna, con percentuali comprese tra il 12,8% e il 15%.
All’estremo opposto, regioni come l’Alsazia hanno registrato una contrazione minima, pari solo allo 0,4%. Questo risultato è in parte attribuibile al fatto che le farmacie dell’Alsazia sono, in media, più grandi rispetto al resto della Francia, un fattore che le rende più resilienti. Anche la Provenza-Costa Azzurra, il Languedoc-Roussillon e la Corsica hanno subito perdite limitate (tra il 5% e l’8,7% in dieci anni).