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Dalla Bulgaria altro esempio di cosa succede senza pianta organica

14 Febbraio 2025

Di solito, quando si vogliono riassumere in poche parole gli effetti deleteri cui si va incontro quando un Paese rinuncia alla pianificazione geografica delle sedi farmaceutiche viene chiamata in causa l’esperienza della Grecia. Ora però c’è anche un altro caso che può servire allo stesso scopo, quello rappresentato dalla Bulgaria. Lo rivelano i numeri snocciolati dal segretario generale della Bpa (l’Associazione farmaceutica bulgara), Svetoslav Krumov, in occasione della conferenza stampa organizzata per celebrare il decennale dell’organizzazione: all’inizio dell’anno, ha spiegato, si contavano 3.228 farmacie, delle quali 205 ospedaliere.

In Bulgaria, ha ricordato, non esistono ostacoli all’apertura di nuovi esercizi e così soltanto nell’ultimo anno ne sono state aperte 173, che hanno portato il quorum complessivo a una farmacia ogni 2.300 abitanti, a fronte di una media che in Ue arriva a 4.150 e in Italia a 2.938 (fonte Federfarma).

Ma il limite principale dell’assenza di ogni pianificazione territoriale è la scarsità di farmacie nelle aree remote: dei 173 esercizi aperti nel 2024, ha detto Krumov, soltanto sei sono andate a servire comunità delle zone interne e appena quattro in territori dove gli spostamenti risultano difficili. In totale, il 10% dei comuni è senza farmacia.

Tra gli effetti collaterali, poi, c’è la carenza di farmacisti: già in Bulgaria ce ne sono pochi, 9,6 ogni 10mila abitanti contro una media Ue di 7,3, per di più appena i giovani laureati terminano il periodo di tirocinio (un anno post-laurea) e conseguono l’abilitazione alla titolarità si mettono in proprio e aprono una farmacia, di solito nelle zone più vantaggiose dal punto di vista economico.

Per ovviare alla carenza di farmacie nelle aree interne, il governo ha proposto l’installazione di terminali intelligenti con vending machine, in grado di leggere le ricette ed erogare i farmaci con obbligo di prescrizione. La proposta è collegata alla prossima introduzione nel Paese della ricetta digitale, ma per Krumov non è con soluzioni come queste che si risolvono i problemi del servizio farmaceutico.