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Influenza: vaccina una farmacia su tre e il 20% è in Lombardia

14 Febbraio 2025

Sardegna, Abruzzo e Marche. E subito a ruota Valle d’Aosta e Lombardia. Sono le regioni italiane dove è più alto il tasso delle farmacie che vaccinano contro l’influenza nell’ambito della campagna 2024-2025, ormai vicina alla conclusione. È la panoramica che scaturisce dal “censimento” condotto da FPress sulla base di dati provenienti da varie fonti: sito delle Regioni o delle Asl, comunicati di Federfarma, contatti diretti con le rappresentanze territoriali del sindacato. Un lavoro di raccolta non semplicissimo, perché non sempre le informazioni sono rapidamente disponibili. Il caso più eclatante è quello della Campania: poche Asl forniscono sui loro siti l’elenco delle farmacie che vaccinano, Federfarma regionale non dispone di un conteggio aggiornato e lo stesso vale per qualche associazione provinciale. Il risultato è una cattiva informazione che non fa bene a nessuno: in un articolo di stampa del settembre scorso si parlava di un migliaio di farmacie campane pronte a vaccinare, dalle nostre verifiche non supererebbero le 620.

 

 

Ma veniamo ai numeri: dall’analisi, risulta che in tutta Italia sono circa 6.500 le farmacie che stanno vaccinando contro l’influenza, ossia un terzo degli esercizi in attività (20.079, dato Federfarma; andrebbero sottratti 541 dispensari ma non l’abbiamo fatto perché non disponiamo della loro distribuzione regionale). L’incidenza però varia sensibilmente lungo lo Stivale: la partecipazione più massiccia è in Sardegna, dove ha dato la propria disponibilità a somministrare il 55% delle croci verdi; seguono l’Abruzzo con il 45%, la Valle d’Aosta con il 44%, le Marche con il 43% e la Lombardia con il 40% (che risulta invece prima per numero assoluto di farmacie che vaccinano: 1.241, ossia il 20% del totale).

Seguono le altre regioni, con incidenze in progressivo calo: escluse le due province autonome, i tassi di adesione più contenuti si registrano in Toscana (18%) e Molise (9%). Spesso ci sono ragioni di dettaglio a spiegare partecipazioni più contenute: in Toscana, per esempio, spiega tutto la scelta della Regione di lasciare alle farmacie la somministrazione antiflu soltanto ad alcune categorie di pazienti.

Ognuno, guardando i numeri, valuterà se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno, è comunque incontestabile che le adesioni nel corso delle stagioni crescono o calano a seconda della regione. L’impressione è che stia emergendo una certa stanchezza: nel 2021, alla vigilia della prima stagione che vide i farmacisti partecipare da vaccinatori, Federfarma condusse un censimento dal quale risultò he undicimila farmacie erano pronte a somministrare, oggi sono un po’ più della metà.

Infine, un sommario confronto con i Paesi vicini, dove la vaccinazione antinfluenzale è stata adottata già da tempo, invita comunque all’ottimismo: in Inghilterra, per esempio, i tassi di adesione variano da regione a regione tra l’80 e il 75%, in Germania invece vaccina in media una farmacia su 10, in Francia il rapporto è esattamente opposto e a vaccinare sono 9 su 10.