Accontenta i distributori del farmaco e lascia al momento delusa l’industria il testo della Legge di Bilancio per il 2025 che il Governo ha inviato ieri alle Camere per l’iter di approvazione. Tra i provvedimenti relativi alla farmaceutica, infatti, non c’è l’agognato (da Farmindustria) aumento dei tetti di spesa – ospedaliera in particolare – e spunta invece (all’articolo 57) la riduzione del margine sul prezzo spettante ai produttori (dal 66,65 al 66%) e il corrispondente incremento di quello di cui beneficiano i grossisti (dal 3 al 3,65%). Tale maggiorazione, specifica il testo, «è da intendersi quale quota non contendibile e non cedibile a titolo di sconto ad alcun soggetto appartenente alla filiera del farmaco» ed è integrata da «una quota pari a euro 0,05 per ogni confezione di farmaco di classe A distribuita a favore delle farmacie territoriali, nel limite di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027».
La sorpresa ai produttori non è piaciuta, tanto da spingere ieri sera Farmindustria ed Egualia a uscire con un comunicato dove riguardo alla legge di bilancio si parla di «elementi positivi e alcune criticità». La manovra, si legge nella nota, «se da un lato aumenta le risorse per i farmaci innovativi, dall’altro non riconosce il fisiologico trend di crescita della spesa farmaceutica in ospedale, che resta nettamente sottofinanziata. Con payback a carico delle imprese, pari a oltre due miliardi di euro nel 2024, che continuano a crescere e non sono più sostenibili». In altri termini, «non viene riconosciuto il valore degli investimenti dell’industria farmaceutica perché non si tiene conto dell’aumento esponenziale dei costi di tutte le materie prime». L’auspicio quindi è che «i Ministeri competenti intervengano perché nell’iter parlamentare le misure penalizzanti siano corrette e le criticità superate».
Quanto alla Legge di bilancio, ecco una sintesi dei principali provvedimenti: l’articolo 49 stabilisce che i medicinali innovativi potranno accedere a fondi specifici solo se soddisfano criteri stringenti di efficacia e sicurezza, e solo per un periodo limitato di 36 mesi. Questo vincolo è volto a garantire che i fondi per i farmaci innovativi siano utilizzati in modo oculato, destinando risorse solo a quei medicinali che dimostrano un valore terapeutico effettivo e concreto. Per quanto riguarda gli antibiotici riservati per infezioni da germi multiresistenti, questi farmaci potranno accedere a fondi per un importo massimo di 100 milioni di euro annui.
Il Fondo Sanitario Nazionale viene incrementato di circa 2,5 miliardi di euro per il 2025, raggiungendo un totale di 136,5 miliardi. Si tratta di un incremento significativo, ma che secondo molti osservatori potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le necessità del sistema sanitario nazionale, in particolare alla luce delle crescenti esigenze legate al rinnovo dei contratti del personale sanitario. Per gli anni successivi, il fondo è destinato a crescere ulteriormente, arrivando a 144,4 miliardi nel 2030, con un accantonamento di una quota parte delle risorse per i rinnovi contrattuali.
L’articolo 48 prevede un ulteriore incremento del limite di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati. A partire dal 2025, il limite sarà aumentato di 0,5 punti percentuali, e di un ulteriore punto a partire dal 2026. Questo aumento è finalizzato a ridurre le liste d’attesa e garantire un accesso più rapido ai servizi sanitari, in particolare per quanto riguarda le prestazioni di pronto soccorso e di ricovero in strutture private accreditate.
Sul fronte della programmazione sanitaria, la manovra prevede lo stanziamento di risorse significative per il nuovo Piano pandemico 2025-2029. Viene autorizzata una spesa di 50 milioni di euro per il 2025, che crescerà progressivamente fino a 300 milioni di euro annui a partire dal 2027. Queste risorse sono destinate alla preparazione del sistema sanitario a eventuali future emergenze pandemiche, alla luce delle lezioni apprese dalla recente crisi sanitaria globale.
Un altro aspetto cruciale è rappresentato dall’articolo 50, che destina risorse per l’aggiornamento delle tariffe per la remunerazione delle prestazioni sanitarie per acuti e post acuzie. A partire dal 2026, saranno stanziati 1 miliardo di euro annui, di cui 350 milioni destinati ai DRG post acuzie e 650 milioni per le prestazioni per acuti. Questo intervento mira a garantire una remunerazione più equa e sostenibile per le prestazioni sanitarie, in linea con l’aumento dei costi e delle esigenze dei pazienti.
Tra le altre misure degne di nota, infine, gli interventi per il potenziamento delle cure palliative, con un incremento di 10 milioni di euro annui a partire dal 2025, e le disposizioni per l’acquisto di dispositivi medici per la perfusione e conservazione di organi e tessuti destinati ai trapianti, con uno stanziamento di 10 milioni di euro annui.