È indispensabile incrementare il tetto della spesa farmaceutica di un altro 0,55%, dal 15,3 al 15,8% del Fondo sanitrio nazionale. La richiesta arriva dal presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, che ieri è intervenuto al convegno Salute e legge di Bilancio 2025 organizzato dal Mesit a Roma. «Questi sono gli interventi che chiediamo» ha detto «con i quali avremmo una legge di bilancio efficace per dare risposte ai cittadini e garantire sostenibilità alle imprese».
Dell’aumento, ha precisato Cattani, dovrebbe beneficiare innanzitutto la spesa farmaceutica per acquisti diretti (ospedaliera e dd-dpc): «Non possiamo non chiedere maggiori investimenti, il farmaco ha aumentato la vita media negli ultimi 25 anni fornendo terapie a moltissime patologie».
Altra richiesta, l’abolizione del payback che alle orecchie dell’industria suona come una tassa extra di 2 miliardi di euro. «In attesa di un suo definitivo e auspicabile superamento» ha concluso Cattani «dobbiamo evitare che il payback della spesa farmaceutica ospedaliera cresca nel 2025. Essendo la farmaceutica la prima manifattura che traina l’export italiano, merita un gruppo di lavoro immediato».
Intanto le Regioni hanno presentato al ministero della Salute e al Mef una proposta di revisione del meccanismo con cui viene ripartito quanto versato dalle aziende farmaceutiche per il ripiano degli sfondamenti di spesa. Attualmente la somma dovuta viene determinata dall’Aifa a livello nazionale e poi ripartita tra le Regioni per quota capitaria. La proposta prevede che con tale criterio venga divisa soltanto una metà delle risorse versate dalle aziende, mentre l’altra metà dovrebbe essere ripartita in modo proporzionale all’entità dello sfondamento di ogni singola Regione.