Istituire una «sezione stralcio» nell’ambito della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie per smaltire l’enorme arretrato che grava da tempo sulla Cceps. È la proposta lanciata dal presidente della Federazione degli ordini medici, Filippo Anelli, in un’intervista a Rainews24 sul caso di Simonetta Kalfus, la donna deceduta il 18 marzo scorso dopo un intervento di liposuzione eseguito da un medico sul quale pendeva già un procedimento davanti alla Cceps. «A causa di alcuni intoppi e ritardi che hanno portato di fatto alla paralisi di questo organismo» spiega Anelli «i ricorsi ancora pendenti sono numerosi. E questo, di fatto, vanifica l’azione sanzionatoria degli Ordini, facendo sì che medici sospesi o addirittura radiati continuino a esercitare».
Nel dettaglio, sono 896 i contenziosi pendenti davanti alla Commissione tra ricorsi elettorali, iscrizioni e cancellazioni dagli Albi e provvedimenti disciplinari, incluse 64 sospensioni o radiazioni. Il conteggio arriva dal ministero della Salute, che dopo l’intervista di Anelli è intervenuto con una nota per chiarire il problema. La paralisi della Cceps, in sintesi, discenderebbe dalle ripetute vacanze che hanno colpito la presidenza della Commissione, che senza il suo massimo dirigente non può operare: il 30 gennaio del 2023 si era dimessa Elena Stanizzi, sostituita a giugno da Antonio Pasca; questi a sua volta ha rassegnato le dimissioni l’8 agosto 2024 ed è stato sostituito dall’attuale presidente, Valeria Vaccaro, che è stata nominata solo il mese scorso.
Ora però c’è da recuperare velocemente l’arretrato ed ecco quindi la proposta di Anelli: istituire, in seno alla Cceps, una sezione stralcio che esamini i ricorsi in sospeso al 31 dicembre 2024 relativi ai casi meno gravi, sino alla sospensione, «per dar modo alla Commissione di dedicarsi e decidere rapidamente in merito alle radiazioni».
Dal canto suo, il Ministero ha annunciato una riforma della Ccpes La proposta di riforma stabilisce che renderà immediatamente esecutive le sanzioni comminate dagli Ordini. «In questo modo» spiega il ministro Orazio Schillaci nella nota «i professionisti radiati o sospesi non potrebbero esercitare la professione fino alla pronuncia della Commissione». Prevista, inoltre, la costituzione di due Sezioni – una per i medici e odontoiatri, che rappresentano più della metà del contenzioso, e la seconda per le altre professioni sanitarie – che si occuperanno sia dei ricorsi pendenti sia dei nuovi ricorsi.